Le donne la fanno meglio


Coaching del risparmko donnaLa pianificazione finanziaria le donne la fanno meglio. O almeno dovrebbero.

Sempre più spesso, mi trovo a parlare con potenziali clienti dei benefici che porta avere uno specialista che ti curi gli investimenti.

Sempre più spesso mi capita di parlare a lungo con il capofamiglia di andamenti dei mercati, di investimenti in protezione dei risparmi, di investimenti in prevenzione dei rischi e sempre più spesso mi capita di essere al cospetto di coppie con una persona che interagisce e l’altra che ascolta. Di solito quella che ascolta, apparentemente passivamente, è la donna.

Il rapporto delle donne col mondo della finanza non è mai stato facile, nel senso che le donne tradizionalmente si sono sempre occupate di faccende domestiche ma non dei risparmi della famiglia. Anzi, è sempre stato l’uomo a prendere le decisioni in affari fin dalla notte dei tempi.

Le guerre per le conquiste di nuove terre o possedimenti, gli investimenti nelle nuove colonie sembra che l’uomo sia più propenso al rischio piuttosto che la donna.

L’uomo è da millenni di evoluzione il cacciatore, colui che si alza al mattino presto ed esce di casa, lascia la sicurezza delle mura domestiche, per andare a caccia, per andare ad esplorare nuovi territori e nuove frontiere, verso l’ignoto. Il ruolo dell’uomo è quello di osare, rischiare, sfidare, competere, conquistare;

La donna resta al “sicuro” a di custodire, proteggere, conservare e amministrare quello che il cacciatore porta a casa per la famiglia.

Già, “amministrare” ovvero “prendersi cura della gestione di un bene”.

Da un certo punto di vista la donna era il fulcro della economia domestica. Ma a ben guardare ancor’oggi.

Chi provvede ad amministrare le esigenze della famiglia? Chi sa ripartire le spese in modo da non sforare a fine mese? Chi sa cosa e quando acquistare le vivande per provvedere ai pasti.

Ecco l’esempio più calzante che porto nei miei incontri per spigare che la finanza non è quella della borsa valori, si anche quella, ma non solo. La gestione finanziaria di tutti i giorni che fa la “massaia” quella si che è Finanza.

  • La massaia sa quanto capitale ha a disposizione.
  • La massaia sa quali obiettivi servono per il sostentamento della famiglia.
  • La massaia sa quando è ora di acquistare le uova per fare la torta di compleanno del figlio. Non un anno prima, ma al massimo pochi giorni prima per avere il miglior risultato possibile.
  • La massaia sa che non tutte le ciambelle riescono col buco. Che ogni tanto qualcosa nel frigorifero oltrepassa la data di scadenza e sa anche che è inutile mantenerlo in frigorifero “per nostalgia”.

Ma allora perché, al giorno d’oggi, la maggior parte delle donne non amministrano i risparmi di famiglia?

E’ stato e lo è ancora un problema culturale, derivante dal fatto che in passato la donna era parte del patrimonio a disposizione e veniva portato in dote al futuro sposo. Anzi, non sono poi passati secoli da quando le donne possono acquisire piena disponibilità dei loro beni: fino a pochi anni addietro, fin anche nel nostro paese, le donne non potevano amministrare il proprio patrimonio senza il consenso del padre o del marito, tantomeno procedere a vendite, donazioni o acquisizioni.

Ma le cose stanno cambiando, le donne assumono sempre più il controllo delle risorse finanziarie, se non direttamente; mandano l’uomo in banca, per poi chiederne il rendiconto al suo ritorno, non amano rischiare ma vogliono amministrare.

E lo fanno nel modo più sicuro, tranquillo e rassicurante possibile, a dispetto di certi investimenti, più che investimenti scommesse, che spesso sento raccontare dagli uomini nel corso dei miei colloqui.

A volte, di ritorno in ufficio dai miei colloqui, mi chiedo: ma se Pinocchio fosse stato donna, avrebbe accettato il consiglio di sotterrare i suoi zecchini d’oro nel campo dei miracoli?

Non lo so, ma un dato è inconfutabile: le donne hanno meno confidenza degli uomini con le nozioni finanziarie e le logiche di funzionamento dei mercati. A partire dal linguaggio: fondi comuni, ETF, derivati, opzioni put e call e futures sono termini specifici che poche donne destreggiano è una barriera d’accesso.

Le donne hanno però una maggior propensione al vedere le cose in divenire, in prospettiva per esempio capiscono meglio l’importanza della pianificazione nel lungo periodo e le sue implicazioni delle scelte fra capitale e rendita.

Ma quale può essere un vero strumento per avvicinare le donne al mondo della finanza? La risposta va ricercata nell’educazione finanziaria, per poter accrescere le proprie competenze e saper gestire le proprie finanze.

Ed è quello che tutti i giorni mi sforzo di far tutte le volte che mi metto a sedere di fronte a chiunque mi chieda di finanza.

 

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