La cicala e la formica


la cicala e la formicaLa cicala e la formica una storiella da ricordare.

Ovvero, quando saper leggere fa la differenza.

Oggi è comparsa sulla mia bacheca Facebook una pagina sponsorizzata di un noto istituto di credito.

Al di la del logo, che nello specifico non ha importanza perché ultimo di tanti già visti, leggendo questa pubblicità ho avuto un sussulto. Questa pubblicità si rivolge ai lavoratori a tempo indeterminato e li “invita” a chiedere un prestito, in definitiva un invito ad indebitarsi.

La mente mi è corsa alla favola di Esopo che di solito si leggono da bambini, de “La cicala e la formica”, chi non la ricorda? La formica che lavora tutto il giorno per fare provviste e la cicala che fa festa tutta l’estate.

Per tornare all’annuncio, istituti bancari che, da una parte ti suggeriscono di fidarti perché bla, bla, bla… e dall’altra ti tendono il cappio.

In sostanza è come se ti dicessero: indebitati non per costruirti un futuro, non per investire nella tua attività, ma per cose futili, ambizioni fatue ed evanescenti, che col tuo stipendio da “precario”, si perché a tempo indeterminato significa precario, non puoi permetterti. Indebitati senza pensare a come potrai far fonte ai tuoi impegni, non onorare impegni presi da persona matura, persona in grado di scegliere e difendere le sue scelte dentro e fuori di una cabina elettorale, magari impegni di padre di famiglia che, ammaliato dalla semplicità della operazioni, si fida delle sirene che fan leva sul concetto di sicurezza e di fiducia che ancora persiste sul concetto di banca nonostante le cronache degli ultimi anni abbiano ampiamente dimostrato il contrario.

Noi banche ti diamo fiducia vuoi tu non dare fiducia a noi?

Si sente sempre più spesso parlare di educazione finanziaria ma se è questo il modo di Educare le prossime generazioni c’è qualcosa che non quadra. Generazioni alle quali non siamo riusciti a dare una prospettiva futura di tranquillità e certezze per cui è normale che si perda di credibilità.

E’ la dura legge del mercato, ovvero della giungla, si ma prima di avventurarsi nella giungla ci si affila gli artigli, pena l’estinzione della genesi, o di trovarsi in situazioni dalle quali poi è difficile uscirne, se non si può fare affidamento su aiuti esterni.

Quando, nella mia professione, ho l’occasione di parlare con giovani ormai identificati come millenias, ho l’impressione che si lascino influenzare più dalle convinzioni dei genitori che dalle loro. Che, per questi argomenti, abbiano dimenticato quello spirito innovativo che li porta a contestare lo status quo. Conformarsi, mescolarsi nella massa, lasciare che tutto scorra. Non un moto di cambiamento, non uno scatto di carattere che li porti a fare dei sacrifici per raggiungere un obiettivo.

Ovviamente e per fortuna ci sono le eccezioni, coloro che ragionano con la loro testa, coloro che studiano veramente, coloro che non si accontentano della sufficienza scolastica ma che si applicano per passione. Passione del conoscere e nell’apprendere, passione nello scoprire in qualunque campo, in qualunque disciplina ma passione.

Pensavo a questo ed altri temi simili sto lavorando ad un progetto che verte su incontri formativi incentrati sulla cultura finanziaria e mi devo confrontare con la concorrenza, ma se la concorrenza si squalifica da sola allora non vale, non mi piace vincere facile.

Nel frattempo se vuoi iniziare ad avere una tua personale cultura finanziaria, scoprire come pianificare al meglio gli investimenti e comprendere cosa significa iniziare un percorso di Coaching del Risparmio puoi contattrmi compilando il modulo qui sotto:

 

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