Anatocismo bancario


Torna di attualità la parola anatocismo bancario, torna di attualità anche se non se ne sente parlare o scrivere.

Dopo anni di discussioni e non poche polemiche tra associazioni e istituti di credito è stata emanata il 3 agosto 2016 la delibera CICR (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio) che indica le nuove regole sull’anatocismo. Regole che si applicano applicare agli interessi maturati a partire dal 1 ottobre 2016.

Nella delibera si ribadisce il divieto assoluto di praticare anatocismo come già era affermato nel TUB (Testo Unico Bancario, d.lgs 385/93), affermando che nelle operazioni di raccolta ed esercizio del credito tra operatori finanziari in genere e clienti gli interessi debitori non possono produrre ulteriori interessi salvo quelli di mora.

L’affermazione più importante contenuta nella delibera è che gli interessi debitori e gli interessi creditori devono garantita la medesima periodicità nel calcolo, comunque non inferiore ad un anno, quindi tutti gli interessi debbono essere conteggiati il 31 dicembre di ogni anno o al termine del rapporto anche per i rapporti già in corso in modo separato dal capitale.

C’è poi una disciplina specifica i conto correnti che vanno in rosso.

Gli interessi debitori conteggiati il 31 dicembre di ogni anno diventano esigibili il 1 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati e, comunque, non prima del trentesimo giorno successivo a quello nel quale il cliente riceve la comunicazione dell’entità degli interessi maturati a suo debito, ciò che normalmente avviene, nel mese di gennaio, con la trasmissione dell’estratto conto del mese di dicembre.

E’ di fondamentale importanza che gli interessi siano evidenziati in modo evidente e ben chiaro.

Come previsto dall’articolo 1194 del Codice Civile dal momento in cui gli interessi debitori sono esigibili il contratto può prevedere che da quel momento qualsiasi fondo accreditato sul conto del cliente su cui è regolato il finanziamento sia impiegato per estinguere il debito da interessi.

Su questo aspetto deve essere acquisito il consenso espresso del cliente con apposita firma sul contratto. I contratti in essere devono essere adeguati alle nuove norme seguendo le regole dell’articolo 118 del TUB (Testo Unico Bancario, d.lgs 385/93). Dunque con una comunicazione al cliente con preavviso di almeno due mesi.

Una volta che gli interessi corrispettivi divengono esigibili succede dunque che:

a) se il cliente li paga, la vicenda si chiude e gli interessi corrispettivi continuano a essere calcolati sul solo capitale;

b) se il cliente ne autorizza o ne ha autorizzato l’addebito in conto (si tratta di un’autorizzazione revocabile in qualsiasi momento), inevitabilmente, per effetto dell’addebito, si “trasformano” in capitale e, quindi, da quel momento, gli interessi corrispettivi devono essere calcolati su un importo rappresentato dalla somma del capitale finanziato con gli interessi divenuti capitale per effetto dell’avvenuto loro addebito in conto;

c) se il cliente non li paga e non ne autorizza l’addebito in conto, il rapporto tra banca e cliente entra nella dimensione patologica dell’inadempimento e, pertanto, si determina il presupposto per l’applicazione degli interessi moratori (con il problema, di cui s’è già parlato sopra, di capire se, per la loro produzione, occorra la domanda giudiziale prevista dall’articolo 1283 del Codice civile o se, come pare meglio, essi si rendano dovuti per il solo fatto dell’inadempimento del debitore); nel contratto tra banca e cliente può essere convenuto che i fondi accreditati nel conto del cliente sul quale è regolato il finanziamento siano impiegati per estinguere il debito da interessi.

Ma che cos’è l’anatocismo bancario.

L’anatocismo nel linguaggio bancario è la produzione di interessi calcolati sugli interessi resi “produttivi” anche se scaduti o non pagati, di un determinato capitale. In pratica è l’interesse composto sugli interessi maturati.

Infatti l’anatocismo era in uso fino a pochi anni or sono presso quasi tutte le banche italiane, secondo cui gli interessi a debito come mutui, finanziamenti, affidamenti, scoperti di conto e aperture di credito del correntista venivano liquidati sul conto con frequenza trimestrale, mentre gli interessi a credito erano liquidati con cadenza annuale.

Ciò provocava un disallineamento nella maturazione degli interessi a debito ed il conseguente fenomeno dell’anatocismo, perché venivano calcolati interessi su interessi, perchè si calcolavano gli interessi a debito sulla parte contabilizzata del debito del trimestre precedente.

In poche parole il debito cresceva con gli interessi maturati sul tasso applicato.

Per farti un esempio ti riporto un semplice schema.
Supponimo di avere un debito con la banca di 10.000 euro, su questo debito paghiamo un tasso del 4% annuo con cadenza trimestrale:

Da:A:Capitale:Tasso:Mesi:Interessi:
GennaioMarzo€ 10.000,004,00%3€ 100,00
AprileGiugno10.100,004,00%3101,00
LuglioSettembre10.201,004,00%3102,10
OttobreDicembre10.103,014,00%3103,03
Per un totale a fine periodo
GennaioDicembre10.406,044,00%12406,04

Mentre se avessimo avuto un credito sempre di 10.000 euro al medesimo tasso del 4% annuo ma accreditato ogni 12 mesi avremmo:

Da:A:Capitale:Tasso:Mesi:Interessi:
GennaioDicembre€ 10.000,004,00%12€ 400,00

Differenze di poco, verrebbe da dire solo 6,04 euro, si ma in periodi come questi chi si può permettere di non sapere.

Si potrebbe ad esempio fare riferimento ad uno scoperto: 500 euro per un anno con tasso debitore al 12% porterebeb a 62,75 con interessi trimestrali e incede a 60 con interessi annuali.

Naturalmente si tratta solo di esempi per spiegare meglio il concetto, ed è bene precisare che in ambito bancario l’anatocismo ha trovato applicazione soprattutto nell’ambito degli “scoperti” sul conto corrente (i c.d. “conti in rosso”), dove gli interessi passivi venivano addebitati sul conto ogni 3 mesi, andando così ad incrementare il capitale “in rosso” e producendo ulteriori interessi passivi da versare alla banca, oltre naturalmente ad aumentare il c.d. “massimo scoperto” su cui, come noto, la banca applica una “commissione” in percentuale a carico del cliente.

Fonti:

Anna Vizzari , ufficio studi economico giuridici  Altroconsumo, ottobre 2016

Avvocato Andreani anatocismo bancario

Angelo Busani e Emanuele Lucchini GuastallaIl sole 24 Ore

 

Se vuoi approfondire l’argomento o ti interessa essere ricontattato, compila il form sottostante.

 

Lascia un commento